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martedì, novembre 11, 2003



Ieri sera ho visto Kill Bill

[ke bell]

In Kill Bill vol. 1 ci sono tante spade samurai, bel sangue, bellissimo sangue, rosso, granata, amaranto, viola, anche nero nel pezzo in bianco e nero, sangue anche dentro un cartone animato tipogiapponese che mi sono anche un po’ incazzata perché mi veniva da commuovermi per una ragazzina disegnata, nonostante tutti quegli spigoli e fissità nei movimenti e occhi grandi e inespressivi, con la sua lacrimuccia che spunta su una faccia immobile (non sono cresciuta a cartoni giapponesi io, quelli lì dove corrono sempre uguale e gli si muove sempre uguale dietro lo sfondo).

Allestimento per una vendetta, ricca, sovraddobbata, fastosa. Non ci vogliamo far mancar niente. Donne bellissime che picchiano come dio le manda. L’anima della protagonista (nome oscurato da un bip già alla prima uccisione), ma forse più il viso, è una selce affilata. Mi sono piaciuti i piedi in primo piano di bip, quando doveva convincere le dita a muoversi dopo quattro anni di coma; mi sono piaciute la scarpe da ginnastica e la tuta da motociclista di bip mentre ammazzava l’esercito personale di O-Ren Ishii/Cottonmouth (una delle donne della Squadra Assassina delle Vipere Mortali) con un ferro che gli ha costruito su misura Hattori Hanzo per la vendetta; mi sono piaciuti i piedi di O-Ren Ishii/Cottonmouth, quando ha abbandonato le infradito giapponesi (zori) ed è rimasta in calzini (tabi) per cominciare il suo ultimo duello sulla neve.

Mi è piaciuto il poliziotto che avvicinandosi alla sposa pestata e ammazzata ha detto guarda che cos’hanno fatto a questo angelo del paradiso e poi, quando la sposa gli ha sputato in faccia, ha detto è viva questa troia succhiacazzi.

All’inizio c’era il pezzo che fa avevamo quindici anni, correvamo sui cavalli, io e lei contro gli indiani eravamo due cauboi beng beng. Ma in inglese.

Insomma, bello. Però a puntate. A puntate anche tu, Quentin. Ne ho abbastanza dei film a puntate, Quentin. Lo dico anche per te. Quando andrò a vedere Kill Bill vol. 2, magari poi me lo figuro come la continuazione di Matrix reloaded, o del Signore degli anelli, o un altro pezzo della storia del jazz del progetto Scorsese. Quentin, capisci anche tu che l’integrità della tua produzione artistica andrebbe a farsi fottere, così. Insomma, fammi anche pagare 8 euro invece di 4 (tariffa del lunedì), ma dammi una cosa intera, che io possa parlarne bene anche ai miei amici, che è tutta gente che non sembra ma poi ti viene al cine, Quentin.


tulipani | 11:24 | commenti (22)