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Formicai
Allora. Ci sono i blog e un formicolare intrecciato di commenti formichine che portano briciole di brioche, gocce di gelato, stille di acido muriatico, stiletti insanguinati al pomodoro, bruscoli miliari, cippetti di confine, molliche di sperma, candelette di moccio, pendenti di sudore, diamanti di lacrime, grumi di marmellata, lamine di spezie già usate con indizi di sugo d’arrosto incrostato, schegge impazzite di maionese, scaglie di carapace in carpione, fiocchi di schiuma da barba, cristalli di miele d’arancio. Tutto brulica e ferve e repentino cambia colore e configurazione. Non c’è centro, non si sa dove stia il deposito con tutto il bottino. Si sospetta che le formichine fervano un po’ alla cazzo. Spostando briciole, gocce, stille, stiletti, bruscoli, cippetti, molliche, candelette, pendenti, diamanti, grumi, lamine, schegge, scaglie, fiocchi e cristalli senza un senso preciso: solo per una questione di peso e di equilibri, perché una un giorno si sveglia e gli gira di portare tutto il gelato sul bordo di qua, e per non far cascare il mondo le altre ripartono coi contrappesi di maionese e di schiuma da barba per spostarli di là. Inutile cercare di leggere il disegno, pericolosissimo infatuarsi delle formiche. Si sarebbe sopraffatti dall’ansia perenne del dubbio e del fraintendimento. Soprattutto se sei uno di quei blogger duri e puri, quelli che “se formiche si deve essere non vedo perché ci si debba telefonare”. tulipani |
12:19 | commenti (32)
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