Affinamenti successivi


martedì, dicembre 02, 2003



Metablogismo elementare

 

Questa scrittura in bilico tra diario, lettera, corsivo, esca, oggi mi riesce quanto mai difficile. Non so per chi scrivere. La cosa che intendo scrivere invece mi è più chiara. Grossolanamente la si potrebbe intitolare “Mi sono un po’ stufata”. Mi sono stufata di questo blog. Sono alcuni giorni che lo penso e non lo dico, perché mi sembrava inutilmente offensivo per lui, che tante volte mi ha ospitato, prendendomi così come sono, senza avanzare nemmeno un’ipotesi di correzione ortografica o sentimentale; non lo volevo dire perché mi sembrava che, una volta ammesso, il disamore sarebbe diventato irreversibile, costringendomi a prendere misure più drastiche e di impatto simbolico maggiore, come affiggere il cartello CHIUSO PER STANCHEZZA in un font che mi sarebbe costato fatica cercare, o sovrapporre alle parole sin qui accumulate una colata di vernice arancione (ultimamente sto pensando molto all’arancione, ma ho una certa paura ad adottarlo per via dei rimandi ottimistici al mondo finanziario; e poi non saprei cosa scriverci, sull’arancione, anche se questa forse sarebbe la soluzione dell’inutile chiacchierare tra me e me).

Esiste poi una ragione di ordine deontologico: dici che sei stanca in un post nel quale scrivi e scrivi e scrivi e scrivi. Sarebbe più corretto e coerente smettere di scrivere smettendo di scrivere.

Vorrei, se sapessi invocare la giusta dea, che piovesse fitto su tutto quello che ho scritto, vorrei che si dilavasse e si rarefacesse, vorrei nascondermi e consumare il mio silenzio in silenzio, tra le braccia di qualcuno che soltanto mi accarezzi.

In tutto questo c’entra di sicuro l’autunno, ma anche l’incapacità di rigenerarmi nei pochi minuti che ho a disposizione lontano dai riflettori, nei pochi minuti in cui dorme anche l’adsl. C’entra soprattutto il fatto che continua questo deserto emotivo, che il pensiero si sta raffreddando, che il sentire empatico ha via via lasciato il posto all’agire antipatico. E mi trovo quindi spesso a muovermi sopra le righe, oltre i confini dei desideri veri.

 

Adesso però ho i piedi bagnati, e quindi vado a cambiarmi le calze. 


tulipani | 09:48 | commenti (18)