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io vedo l'alfabeto come una falange del falansterio di fourier, in cui le lettere saltabeccano da un lavoro all'altro, si accoppiano libera mente e non hanno un C-apo. lo so che poi mi arrivano i marxisti e mi schiacciano eeeh la rivoluzione, eeeeh le classi sociali, ma prima di buttare via un'u-topia la debbo usare fino all'ultima gocciadacqua.
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01:05 | commenti (15)
Dei vizi capitali (Operetta morale) Il mio personale elenco dei vizi capitali è questo qua: Presunzione Prepotenza Superficialità Incuria Spreco Viltà Fretta
Per dimostrare che non sono presuntuosa, ora, senza inutili giri di parole, mi tocca ammettere alla svelta, affrontando anche coraggiosamente tutte le conseguenza di immagine che questo copmorta, che ammettere che due o tre di tsi vizi li o. Però non vi dico quali (Prepotenet ci sarà tua sorella). tulipani |
23:54 | commenti (55)
Sul papa Non so. Non ho voglia di discutere. Ci sono tante discussioni in giro nei blog amici. Ma io ho fatto un po’ come con la tv: ho retto la prima mezz’ora e poi ho spento. In questo caso la lettura. Adesso accendo la radio ogni tanto, ogni tanto vado al sito dell’ansa. Magari in questo momento il papa è già morto e io ancora non lo so. Sulla tv ho apprezzato il post di settore (reality pope), e su tutti ho trovato straordinariamente umano e laicamente misurato il post di jest (il viaggio del papa). Nel silenzio che mi circonda dopo le notizie del mezzogiorno di ieri, io penso all’agonia, alla morte che viene, e alla quale gradualmente il corpo e la mente si arrendono. Per una serie di sfighe della madonna, mi è capitato di star vicino a un paio di persone carissime mentre per loro questo avveniva. In casa, senza camici bianchi e siringhe sterili, senza medici e infermieri che danno alle cose della vita, della malattia e della morte i rassicuranti nomi scientifici e mettono flebo e tengono lontano, indaffarandosi, l’idea che siamo lì e non facciamo nulla perché effettivamente non c’è un cazzo da fare. All’inizio ho pensato che la narrazione dell’agonia ci facesse bene, ci riavvicinasse alla morte come declino naturale, tanto più che l’esempio viene da una figura così carismatica. Non saprei dire che effetto può fare la narrazione continua, invasiva, dopo giorni di commenti, interviste, coccodrilli già pubblicati. Per questo io ho spento tutto prima del rigetto. Non so, ma mi piace pensare che qualcuno, dopo questa vicenda, magari trova il coraggio di tenersi in casa un malato che muore, invece di lasciarlo morire in ospedale. Quando si muore non si dovrebbe essere soli o tra estranei. Io penso che il papa sia accompagnato in questa fase dalla pietà autentica di molti, religiosi e non religiosi. A questa pietà io mi associo, pensandolo uomo, prima di tutto. tulipani |
20:50 | commenti (6)
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