Affinamenti successivi


domenica, marzo 06, 2005



Se da oggi mi vedete diversa non fateci troppo caso

 

Ho preso una sconquassante capocciata sull’asfalto ricoperto da una lamina di ghiaccio. Sono viva solo grazie a un enorme sforzo di volontà. Cioè: ho sentito nettamente lo scoppio dentro la calotta cranica e tutto il sangue schizzare dietro gli occhi e il liquido cefalorachidiano riempire le orecchie e macchiare le vertebre cervicali; ho visto e sentito gli angeli alabardieri tirarmi per i talloni (e in effetti sul culo, già provato per la coccigiata che precedette la capocciata di una manciata di nanosecondi, sono ancora visibili le scie dolorose di una sottile ghiaietta purgatoriale). A questo punto, mentre mordevo un dito aureolato (incrinandomi l’avorico amalgama di un incisivo fresco di cure dentistiche) e con la sinistra mi difendevo stropicciando sottovesti celesti e strappando piume di estremità ultraterrene, con la destra finalmente riuscivo ad abbrancare un’accetta e a tagliar via, con grande determinazione, la parte di me che si stava rapidamente necrotizzando. Fu subito un terribile pandemonio celestiale: le creature alate, ilari e candide come fraticelli che si litigano i panni mentre stendono il bucato nel prato, iniziarono a contendersi il mio ippocampo, uno dei talami ottici e pochi grammi di sostanza grigia, rincorrendosi in sfere sempre più  rarefatte. Dimenticandomi infine viva sul manto stradale.

 
tulipani | 11:19 | commenti (96)


giovedì, marzo 03, 2005



 Qui ha appena cominciato a nevicare. Una nevicata strana. Sembra che lassù in cielo gli angeli setaccino farina. Accolgo il dono degli angeli con qualche entusiasmo, segno che il fanciullino non è ancora soffocato. Il fanciullino, anzi, è giocondo: quando mi sveglio e salto (si fa per dire) giù dal letto e il freddo mi avvolge con la sua cortina siberiana, che punge punge punge, il fanciullino corre in soggiorno e benedice con i suoi denti da latte il ventre della stufa e la sua laboriosa digestione. Vedessi quanto è bello il fanciullino, persino quando s'imbroncia e com'è poetico quel suo inzuppare i biscotti nel caffelatte! Guarda, Tulipani: io sono convinto che la tua fanciullina, quella che si romperà un braccio cadendo dall'altalena, stia trepidando dalla voglia di coccole -sì sì sì!- e sono sicuro che ti convincerà a sbirciare dalla finestra (sta sorridendo per caso?) per vedere se anche lì gli angioletti spargono farina.


Climacus | 10:50 | commenti (22)