Affinamenti successivi


venerdì, febbraio 25, 2005



Formicai

 

Allora. Ci sono i blog e un formicolare intrecciato di commenti formichine che portano briciole di brioche, gocce di gelato, stille di acido muriatico, stiletti insanguinati al pomodoro, bruscoli miliari, cippetti di confine, molliche di sperma, candelette di moccio, pendenti di sudore, diamanti di lacrime, grumi di marmellata, lamine di spezie già usate con indizi di sugo d’arrosto incrostato, schegge impazzite di maionese, scaglie di carapace in carpione, fiocchi di schiuma da barba, cristalli di miele d’arancio.

Tutto brulica e ferve e repentino cambia colore e configurazione. Non c’è centro, non si sa dove stia il deposito con tutto il bottino. Si sospetta che le formichine fervano un po’ alla cazzo. Spostando briciole, gocce, stille, stiletti, bruscoli, cippetti, molliche, candelette, pendenti, diamanti, grumi, lamine, schegge, scaglie, fiocchi e cristalli senza un senso preciso: solo per una questione di peso e di equilibri, perché una un giorno si sveglia e gli gira di portare tutto il gelato sul bordo di qua, e per non far cascare il mondo le altre ripartono coi contrappesi di maionese e di schiuma da barba per spostarli di là.

Inutile cercare di leggere il disegno, pericolosissimo infatuarsi delle formiche. Si sarebbe sopraffatti dall’ansia perenne del dubbio e del fraintendimento. Soprattutto se sei uno di quei blogger duri e puri, quelli che “se formiche si deve essere non vedo perché ci si debba telefonare”.

 
tulipani | 12:19 | commenti (32)


mercoledì, febbraio 23, 2005



Gli anelli mancanti

Ho perso l’anello di fidanzamento di mia nonna, l’estate scorsa. Probabilmente a Premilcuore. Ma questo non è adesso il punto.

Il punto sono io, che come concetto (il punto) pure mi si addice. L’emblema della discontinuità, del digitale. Una funzione è continua in un punto a se esiste un δ tale che per tutte le x tali che |x-a|< δ e per tutte le ε piccole a piacere si ha |f(x)-f(a)| < ε. Una funzione è continua se è continua in tutti i suoi punti. Detto in soldoni, si tratta di immaginare una bella linea, curva a piacere, che va da sinistra a destra (non deve mai tornare indietro), che la puoi tracciare senza staccare la matita dal foglio.

Insomma, quella funzione non sono io. Io sono discreta, istantanea, tutta a sbalzi, irrimediabilmente passeggera. Mi piacerebbe avere lo spessore e l’assiduità di un fluire condensato, percorribile avanti e ndré, per tenere sotto controllo e manutenere i sentieri che portano dal mio passato ai miei progetti, con l’intelligenza e la competenza e la memoria e l’erudizione necessarie a pescare nella cultura classica per brillanti, lente e inesorabili e consapevolissimne penetrazioni nella nuova cultura ipertecnoglobalizzata. Raccogliendo indizi, incollando tessere, annodando fili, incasellando eventi, ricordando fatti, disegnando scenari.

Tutto scorre, e invece io salto. Mancano un sacco di anelli, signori. Abbiamo però fratture, istanti, punti da vendere.

(peccato: da qualche parte avrei voluto scrivere continuum e analogico).

 
tulipani | 20:54 | commenti (33)


venerdì, febbraio 18, 2005



Cazzo, ho perso la bici

La mia bici – una bici chiamata Desiderio, ancora molto molto bellina, anno 1989 o 90, mountain bike della Atala, modello top 2, che non è l’1 però avercene di top 2 così, con borsa portaoggetti fors’anche shimano appesa al tubo, appena appena sbridellata (la borsa) ma con funzioni principali preservate, cambio a manubrio (sulla manopola sinistra sostituito con una sottomarca), portapacchi posteriore in ferro battuto stretto alto e slanciato, vernice originale con tenerissimi segni del tempo – cazzo non la trovo più.

Non c’è in giardino e nemmeno sotto la tettoia, non c’è nell’ingresso, nel bagno, nemmeno accanto al frigo appena fuori dalla porta della cucina. Niente. La cantina non ce l’ho. Il sottotetto è piccolo e sottosopra e se ce l’avessi portata mi sarei dovuta sdraiare nella polvere, mi ci sarei incastrata, mi sarei ferita e me lo ricorderei. Non c’è nella vasca (grande) dei pesci rossi. Non c’è in nessun posto.

Credo di averla dimenticata da qualche parte e di essermene dimenticata. Il fatto è che usare la bici per me è un fatto consueto, ma non abbastanza consueto da cercare la bici almeno una volta a settimana. Questo significa che – ahimè –:

1)      L’ultima volta che ho usato la bici non è stato un fatto eccezionale e così non me lo ricordo più

2)      E’ stato molto tempo fa – maledizione – e così non me lo ricordo più

Corollario: non so dove andarla a cercare.

Però so anche che – tipicamente – vado in bici alla posta, in banca, al municipio, all’asl, al crai.

Ora è sicuro che straccerò i coglioni agli impiegati della posta, ai bancari, agli assessori, agli infermieri, alle cassiere per fargli sputare che ne hanno fatto della mia povera bici. Ma intanto volevo segnalare anche qui la sparizione, che magari qualcuno senza farlo apposta l’ha rubata e ora pedala felice e impunito dalle vostre parti.

Beh, se siete veri amici affrontate il farabutto e recuperate il mio velocipede, ve ne prego.

Sono così amareggiata – pensate - che non ho nemmeno più voglia di fare la torta di mele per la festa di compleanno del mio amico Silvano.

la bici di tulipani 

Aggiornamento: Nella serata mi è stata recapitata questa, a nome di sedicente matisse.

 


tulipani | 14:55 | commenti (39)