Affinamenti successivi


mercoledì, aprile 28, 2004



Addormentarsi sul divano (davanti alla tv)

Addormentarsi sul divano avrebbe un gusto di crema, se solo la crema mi piacesse
Addormentarsi sul divano ha quindi un gusto gianduja (ma voi pensate pure alla crema, che statisticamente funziona meglio)
Addormentarsi sul divano è un inesorabile affondo in una sabbia calda che si mangia le ruote della tua jeep, e poi arriva il tuareg e ti porta via
Addormentarsi sul divano è condensare il proprio passato presente futuro in un fotogramma che fonde dolcemente sotto la luce del proiettore
Addormentarsi sul divano è grippare un 33 giri togliendo la corrente al piatto
Addormentarsi sul divano è diventare di sale, di stoffa, di peltro, di pane
Addormentarsi sul divano è dire NO alla tv
Addormentarsi sul divano è dire NO anche al letto, al tavolo, alla poltrona, allo sgabello
Addormentarsi sul divano è più bello quando danno un bel film, che così sei tirato da una parte e dall’altra, ma tutte e due le parti hanno gusti che dio mio (uno al gianduja e uno al carciofo, per essere precisi)
Addormentarsi sul divano è emozionante, perché non sai mai quando precisamente accadrà
Addormentarsi sul divano può essere reso ancora più emozionante introducendo delle piccole difficoltà, come un cuscino nuovo o una gamba ripiegata sotto il culo
Addormentarsi sul divano io lo preferisco al bungee jumping














tulipani | 09:21 | commenti (37)


martedì, aprile 27, 2004



Blobbing

 

- Ti è mai capitato di trovarti incollata in una poltiglia di pensieri spiaccicati?

 

- Beh, veramente... ecco... Una  volta ho pensato a una pizza di pensieri, come fosse una quattro stagioni: funghi uguale lavoro, carciofi uguale salute, prosciutto uguale sesso, cozze uguale...

 

- No, fermati!

 

- Anche tu sei una di quelle che contestano le cozze sulla quattro stagioni?

 

- No, è che la tua pizza è una mappa concettuale. Io intendevo POLTIGLIA.

 

- Mi viene in mente quella volta che ho mandato giù un groppo catarroso di rancore e orgoglio ferito.

 

- Ma tu NON ERI il groppo, vero?

 

- No, io deglutivo, e non era un bella parte. Adesso che ci penso, deglutire in generale non mi sembra bello.

 

- Allora non puoi capire.

 

- Beh, sono stata male anche dopo, anche al bar, dopo il fernet col limone. Per un paio di giorni è stato doloroso anche guardarsi allo specchio o scegliere i calzini...

 

- Niente, è diverso. Io FACCIO PARTE della poltiglia. Tiri su un filo del cicles e non sai se tiri su me o un pensiero colloso. Io tento di sollevare un pensiero e mi si alza un sopracciglio, mi si rizza un pelo, mi si sale il colesterolo. Lo rimetto giù e mi si tappa il naso.

 

- Dai, prendila bene: magari è una cosa mistica, sarai avviata verso la somma unità mente-corpo.

 

- Sarà, ma non scrivo nemmeno più perché ho paura di lasciarci qualche polpastrello.


tulipani | 16:15 | commenti (3)