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TheInfiniteJest |
20:38 | commenti (15)
Io e lo scopino Sto facendo grandi pulizie che stasera mi viene della gente a cena che non è mai venuta a casa mia e dev'essere di quel tipo lì che chiede di andare in bagno e poi ti apre gli armadietti e passa il dito sul bordo delle piastrelle e poi magari dice guarda sono proprio sazio e non mi va giù più niente ma è tutto ottimo e tu pensi non mangia più perché ha trovato un avanzo di mosca in doccia che di sicuro un'occhiata anche in doccia l'avrà data perché le docce parlano di te più del risotto. Sto giusto pulendo il bagno e mi si ripresenta puntuale il problema dello scopino. Mollo tutto e vado a scriverlo sul blog, mi dico. Così se c'è qualcuno con una soluzione faccio in tempo ad adottarla prima di sera. Voi che rapporto avete con lo scopino? A me, che non sono un tipo schizzinoso, fa stramaledettamente schifo. Vorrei che non esistesse, a dirla proprio tutta. Gli scopini in genere sono sporchi e spesso è sporco anche l'Apposito vano in cui li riponi. Io in genere evito di guardarli, lo scopino e la sua casetta. Ho anche un sacco di strategie per evitare di usarli, tanto perché non si dica ecco brava, li usi e poi te ne freghi. Comunque in casa alla fine qualcuno che li usa c'è sempre, e soprattutto non sarebbe carino far trovare agli ospiti un bagno senza scopino, anche se se lo meriterebbero e così resterebbero in bagno per delle mezzore a cercare imbarazzati di pulire invece che a fare indagini socioigieniche. Insomma, ho versato l’acqua della casetta nella tazza e ho tirato lo sciacquone. Ho infilato lo scopino nella tazza e ho tirato lo sciacquone quattro o cinque volte con scarsi risultati. Sono ferma lì. So bene che non sono nemmeno a metà strada. Però non so davvero come procedere. Mentre aspetto un’idea vado a togliere dall’armadietto le cassette porno. tulipani |
09:21 | commenti (39)
Rimpianti Non mi ricordo se facevo ancora il liceo o se era subito dopo, comunque il discorso è che avevo recuperato dagli scarti di una tipografia - per la quale lavoravo in nero per finanziare una radio libera - dei cartoncini neri spessi e ruvidi. Avevo in programma, dotandomi di gessetto bianco, tavola di compensato e puntine da disegno, di costruire una semplice mappa dei concetti. Un concetto per ogni cartoncino, un cartoncino per ogni concetto. Ci sarebbe stato posto per concetti come pane e come metafisica. Avrei incastrato tutto, amore e morte compresi. Il risultato sarebbe stato, finalmente, la scaletta del libro del mondo, un gradino dopo l'altro su fino alla VisioneDall'Alto, all'Archivio Ultimo. Non sarebbe stato un lavoro semplicemente compilativo - se c'è in sala un progettista di database può confermarlo -, e di questo ho maggior consapevolezza ora. Non avrei creato le cose, ma avrei deciso come le cose stanno. Che anche dio, se esiste, un pochino il suo cumulonembo regale gli sarebbe tremato sotto il culo. Essermi fermata al dodicesimo cartoncino, oltre ad aver rinunciato a metter su uno spaccio frites su roulotte, è uno dei più grandi rimpianti della mia giovinezza. tulipani |
08:44 | commenti (19)
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