Affinamenti successivi


venerdì, ottobre 31, 2003



Basta coi falsi amici

(ora faccio da sola)

 

Ho sottoscritto un abbonamento annuale per una noce nell’orecchio - noise in the ear, si chiama questa nuova tecnologia messa a punto dall’azienda CMB (Cyber Mystic Brothers).
Ho pagato con la carta di credito i 1200 euro sostenuta da una solida terre arrière francofona ed esasperata dagli antieconomici effetti collaterali di un fastidioso e continuo desiderio di frutta secca che sublimo in lunghe telefonate erotiche a mio carico perché mi scoccia dare in giro il numero del cellulare e gli amici quando servono non telefonano mai.
Questa noce nell’orecchio potrebbe essere la famosa unica fava con cui prendere due piccioni. Si tratta, infatti di un dispositivo altamente sofisticato che emette insights (‘respiri e/o singhiozzi’) direttamente nella tromba di Eustachio che, almeno nel mio caso, vibra all’unisono con i fiati di Falloppio. Io sono convinta che alla fine mi conviene anche economicamente, anche se temo che dovrò fare una piccola modifica al condotto uditivo, perché la noisette, di certo più adatta alle proporzioni auree mio orecchio, ho sfogliato tutto il CMB Catalogue ma non sono riuscita a trovarla.

 

[questo è un post della Giusy, pigliatevela con lei]


tulipani | 22:25 | commenti (18)


martedì, ottobre 28, 2003



Strategia bottom-up

Lasciate i vostri commenti. Il post lo scrivo dopo.

No, avevo in mente, giuro che mi ricordavo, era una cosa di Sueskind, che diceva -ma ora magari prendo il libro e se non mi distraggo a leggere, e ti pareva |Pause| [interrompo la pausa per comunicare il titolo che mentre ci sono è inutile che aspetti dopo ed esso è OSSESSIONI- Amnesia in litteris] |riPAUSE|  >  diceva, anzi era, meglio è, impareggiabile oltre che rincuorante soprattutto lì dove dice -ma la tentazione è di copiarlo tutto che sono solo 8 pagine mirabili- lì dove dice, ma è solo un esempio: "Com'era la domanda? Ah, già: quale libro mi ha colpito, formato, foggiato, scosso, addirittura 'indirizzato su un certo binario' o viceversa 'buttato fuori pista'. Ma così mi sa tanto di shock o di esperienza traumatica, eventi che il sottoscritto suole richiamare alla memoria soltanto negli incubi, e non quando è sveglio e consapevole, figuriamoci poi per iscritto e in pubblico, come notava giustamente uno psicologo austriaco di cui al momento mi sfugge il nome, in un saggio che vale senz'altro la pena di leggere di cui però non riesco a ricordare con precisione il titolo, ma che è stato pubblicato in un volumetto, una raccolta che si chiamava Io e te o L'es e noi o Io stesso o qualcosa del genere (se poi sia uscito da Rowohlt, Fischer, dtv, o Suhrkamp non saprei proprio dirlo, ricordo però che la copertina era verde-bianca o anzi azzurro-giallastra, se non addirittura grigioverdeazzurrognola)...  >>   ◘   >  ... Leggo trent'anni e, se non ho letto molto, almeno alcune cose sì, e tutto quello che mi rimane è il vago ricordo che nel secondo volume di un romanzo di mille pagine qualcuno si spara con una pistola." Insomma mi piacerebbe se voi aveste notizia di qualcuno che magari in una cosa, come si chiama in una biblioteca, gli capiti una cosa così che io potrei decidermi a fuoriuscire e a intraprendere con lui una nuova azione strategica, che come tale si differenzi dalle operazioni di semplice decentramento produttivo. In prima approssimazione possiamo affermare che mentre il decentramento produttivo viene attivato prevalentemente sotto la spinta di difficoltà aziendali, questa modalità rientra negli strumenti a disposizione del management per concentrare il proprio impegno sulla dimensione centrale dell’impresa (core business), esternalizzando tutte quelle funzioni aziendali ritenute non strategiche. Ora kapite kiaramante ke ci ho il kulo a terra e si vede anke da lontano perké certe kose ti segnano e kazzo kontinuo kon le paranoie e a flipparmi i neuroni invece di cerkare dentro di me le risposte per kapire ke la vita, fratelli, è uno sballo troppoggiusto e ke la gente ti ama, io invece -non si direbbe- vado in giro mendicando riconoscimenti e magari se qualcuno di buon cuore mi linka, se una compagna mi incoraggia, ecco, potrei aprire un blog.


tulipani | 10:35 | commenti (32)


giovedì, ottobre 23, 2003



Insomma: ho sto pc nuovo, nuovo sistema operativo, tutto pieno di buchi e di vermi e non mi fa scrivere nei commenti. Nemmeno qui, lui vorrebbe farmi scrivere. Però l'ho fregato facendogli leggere un post erotico. Tornerò appena avrò vinto le mie battaglie, e vi commenterò con cura e dovizia di carezze. Fatto! Adesso la mia vita è cambiata da così a COSI'

 


tulipani | 20:30 | commenti (43)


martedì, ottobre 21, 2003



L'ultima notte fuori stagione

Più di dieci mosche ronzano nella stanza. Si accaniscono sulle mani e sulla faccia sudata di Raffaele, che le sposta con movimenti impercettibili. Ha il torso nudo ed essenziale di chi ha altro a cui pensare. Una cicatrice attraversa un tratto di schiena, e lei, alle spalle, cerca di isolarla e appuntarsela da qualche parte nella memoria. Ci prova con uno sguardo fisso, la migliore approssimazione di uno sguardo fisso, perché tutto è lievemente mosso e molle di sudore. Si direbbe che respiri solo la cicatrice, tutto il resto sembra congelato. Strano pensare al ghiaccio in questa stanza dove sudano anche i vetri, i giornali, gli elettrodomestici.

Lui fuma e prepara il caricatore, svita e riavvita il silenziatore. Concentrato e nervoso, lo si capisce anche da dietro. Lei ha deciso che non gli dirà una parola. E' seduta sul bordo della branda e si massaggia la pianta dei piedi, e vorrebbe essere al mare, a casa di Laura, in treno. Nel ripiano sotto il lavello in marmo grigio è rimasta una scatoletta di fagioli. Oh povera triste ridicola scatola di fagioli, lo sai che questa per me è l'ultima notte?

Quando lui esce, lei si fa una doccia. Rimedia alla nudità che la ossessiona da trentadue giorni con un paio di jeans e una camicia che gli ruba dal suo scatolone, ruba trecentosessanta euro dal barattolo del caffè, chiama un taxi e si fa accompagnare al Mare Nostrum. Lascia la scatoletta di fagioli lì dov'è perché non ha tasche abbastanza grandi per una compagna di fuga.

Mentre lui uccide in un qualche angolo della notte e gli si incendia il sangue nelle tempie e negli occhi, lei è seduta a un tavolo apparecchiato per uno. L'aria condizionata le sta rinnovando la pelle. Le posate d'argento si fanno strada con delicatezza in un filetto di pesce persico arrendevole come il burro.

 


tulipani | 22:07 | commenti (33)


domenica, ottobre 19, 2003



Avevo, proprio qua, nel taschino della giacca, ben piegato in quattro, sotto il fazzoletto bianco, ben appiattito, per non creare rigonfiamenti eccessivi, e perché non sfuggisse, e anche, non posso negarlo, perché me ne vergognavo, almeno un po', senza ragione, certo, ma non tutto ha una ragione, voglio dire una ragione evidente, visibile, percepibile a chiunque, e infatti non volevo apparisse, quel fogliettino, per qualunque ragione possiate voi intuire, e che a me comunque resta oscura, come se fosse una foto compromettente, una rivelazione scandalosa, ma ecco, finalmente l'ho pescato, mentre vi parlavo, lo cercavo con le due dita, indice e medio, per la precisione, era finito in fondo al taschino, un taschino incredibilmente lungo, considerata la lunghezza delle mie dita, nonché del resto, ma lasciamo perdere, perché ora lo apro, e leggo, quanto vi avevo scritto, G R A Z I E tulipani. Ora mi faccio il vino, poi ti dirò com'era la torta.


sabato, ottobre 18, 2003



Lo ammetto: mi sento in colpa, ma

in queste condizioni non posso proprio scrivere. Ho in mente biglie e cristalli e vetrine e perline e bulbi oculari. Tintinnii, scontri, esplosioni, schegge e frantumi smussati. Un'ossessione trasparente a tratti opalina, un calice di vetro sottile pieno di vino rosso rotondo, nature vive di noci, pere e uva regina. Una tovaglia di lino. Una voglia sfrontata di tartufo bianco.
Quest'autunno non mi viene niente male, sarà anche per via delle prove.



tulipani | 14:47 | commenti (15)


mercoledì, ottobre 15, 2003



Prove d'autunno

Sputo veleno: embè? Abbiamo detto che in questa stanza tutto possiamo.

Invece questa volta taci e ascoltami. E' venuta a te l'idea dell'angolo dell'onnipotenza, io mi sarei accontentato di una cuccia per dormire tutto novembre. Mi si è spezzata un'unghia, stamattina, e ho temuto che ti fischiassero le orecchie, e ho nascosto il dito sotto il cuscino. Sai, quando piove in questo modo così sbriciolato, quando piove a puntine, questo modo così del cazzo di piovere, io penso alla polenta e al mestolo automatico. Il mestolo automatico è un pensiero che mi disturba ancora più del clarinetto di cui già sai. Vorrei smetterla con questo pensiero del mestolo automatico e sognare di marron glacé, formaggi forti mangiati con la forchetta e col miele e col vino rosso caramellato. Vorrei sognare di sollevarti il maglione sui fianchi per cercare di scaldarmi le mani. Non dimenticarti di questo particolare, se puoi. Salva questo desiderio di sogno di lana rossa merino e di pelle che immagino calda e tesa.
Adesso puoi, adesso se vuoi puoi, continuare con il veleno.



tulipani | 11:34 | commenti (22)


martedì, ottobre 14, 2003



Ho fatto subito due modellini per giocare con te.

TheInfiniteJest | 01:32 | commenti (7)


lunedì, ottobre 13, 2003



Resistenza / 5 (forse)

Penso si chiami Flavio. Dovrebbe chiamarsi Flavio, uno così. Staziona sul marciapiede del colorificio verso le quattro quattro e un quarto del pomeriggio. Pochi passi in qua e in là, appoggi lenti e misurati, indolenti, il piede che guarda un po' in fuori. Camicia a quadri, sbottonata un paio di bottoni, gilet multitasche scuro, capelli radi in cima alla testa, grigi e lunghi sulle orecchie. Addome da omo de panza. Uomo da bar, da cantiere, da ferramenta, da ferrovie, da trasporti urbani, da colorifici. Forse è il padrone del negozio. Lì c'è l'incrocio più impervio del paese, un pentavio che le mamme ci accompagnano i loro figli ad attraversarlo fino alla seconda liceo perché va bene che sono strade secondarie, ma dio solo sa come un'amministrazione rossissima ci abbia potuto sviluppare sopra una geometria di viabilità tanto perversa. Da quando una Clio amaranto ha stirato Polline, la sua gatta gialla, esattamente sotto la linea di un immaginario senso unico a doppia parziale percorribilità con innesti a precedenza per chi viene da dietro, Flavio se ne sbatte le palle di quel maledetto incrocio, e cammina lento davanti al colorificio. Lui non attraversa mai, ma lancia nella mischia ai trenta all'ora almeno una toyota nera contromano in diagonale, in retromarcia a spirale, in derapata pattinata singhiozzata, in rincorsa disperata. Lui controlla appena con la coda dell'occhio, che non gli va che si indovini che il modellino radiocomandato è suo.


tulipani | 12:55 | commenti (18)


giovedì, ottobre 09, 2003



Sono stanca

Sono stanchi gli occhi. E' stanco il collo. Il cervello è stanco e sono stanche le dita. Il cuore è stanco, è stanca la pianta dei piedi. E' stanco il pensiero. E' stanca la gola perché ho un po' di tosse, sono stanchi gli zigomi, il sinistro di più. Di sinistro ho stanca anche una sopracciglia, le ciglia tutte e quattro sono stanche e non si pongono il problema destrasinistra. Il respiro è stanco e respira appena. La schiena è stanca e si appoggia al coccige, che è stanco ma resiste per una specie di delirio di onnipotenza. Le parole potrebbero essere tenute in vita giusto dai polpacci, ma per decenza vengono meno.


tulipani | 23:29 | commenti (18)


mercoledì, ottobre 08, 2003



Dove siamo

Hanno un bel dire ipertesto di qua, ipertesto di là, struttura mobile, volatile, percorsi variabili, agiografia (non in quel senso difficile, nell'altro facile che agiografia ufficialmente non ha, ma segretamente pensiamo tutti che sia l'unico che dovrebbe avere davvero). Per quanto mi riguarda questa qui è la mia pagina che si srotola, la mia pergamena. E' qui proprio in centro. Non si muove di un pelo né a destra né a sinistra. Poi ci sono, ad esempio, i miei link. Il mio rotolo finisce di srotolarsi, si irrigidisce nel formato pagina-di-libro e io comincio a sfogliare. Per ragioni a me oscure, alcuni blog li trovo più avanti, sfogliando a destra; altri li trovo più indietro, sfogliando a sinistra. Alcuni vicinissimi, altri persi all'inizio del volume o prossimi all'indice analitico. Alcuni anche stanno in altri libri. Poi, ecco, non saprei come dire, ma certi stanno anche in alto, altri in basso. Non credo esistano ragioni affettive o di affinità, e nemmeno legate alla frequenza con la quale faccio le mie visite. Che cos'ho per esempio io da spartire con Setty che si trova subito a destra, a pari altezza, lì nella pagina dopo la mia? Va' a sapere.

Avrei coordinate precise per ciascuno, ma per ragioni di tempo butto lì, provvisoriamente, una semplice classificazione destra/sinistra.

Stanno a sinistra (in ordine rigorosamente alfabetico): aleph, alogeno, andreap, debiti e coccole, gomitolo, maxmem.
Stanno a destra (anche loro in ordine rigorosamente alfabetico): bisax, climacus, eddiemac, gesty testuale e gesty fotografico, mk, noncicapisco, radiotrepuntozero, ralph, sable, sconosciutodituttorispetto, senty, setty e sobol.
La posta del cuore non so dove metterla.

Se volete le vostre coordinate precise, se non vi piace la vostra collocazione, se volete essere spostati da un gruppo all'altro, scrivetemi e vediamo se posso venirvi incontro.

 




tulipani | 09:54 | commenti (64)


domenica, ottobre 05, 2003



I giorni del tatto

Ho voluto dare una svolta a queste giornate fitte fitte di relazioni silenti, se ti va bene ronzanti, che poi anche si inceppa il flusso e non ti arriva uno straccio di mail e ti chiedi com'è che oggi nemmeno ipoteticamente uno mi bacerebbe o tromberebbe o perlomeno giurerebbe di leggermi sempre con piacere?

Sabato pomeriggio ho quindi spento il pc, ho sfilato le ciabatte e sono andata in giardino. Noi si ha questo giardino dove camminiamo a piedi nudi con tuniche bianche e raccogliamo mandorle dai rami in fiore e mele cotogne e banane e frutti della passione e rigogliosa marijuana afrobrasiliana. Il nostro pitbull è dolcissimo e i bambini silenziosi e sorridenti passano il loro tempo spazzolando e intrecciando il suo pelo in deliziose treccine rasta con perline multicolori. I pesci rossi scintillano come helioptericus amigdaliocenteris tropicali su un fondale mosaico piazza armerina con signorine in bikini. Topi e tartarughe di terra scopano come ricci e si riproducono come conigli a cielo aperto, mentre le tartarughe d'acqua non sono ammesse perché ci stanno sul culo.

Tutto questo è niente in confronto a quell'Eden che è Internet, lo so bene. Tuttavia mi sono fatta forza e mi sono avvicinata a F5-44Zj (noi diamo un nome a ogni tartaruga, in modo che si senta amata e parte della famiglia) e le ho mostrato un dito, l'indice destro, il polpastrello all'insù. F5-44Zj è un bell'esemplare -carapace lucido e armoniosamente bombato- ma discretamente timido. Povera piccina, ho pensato, tocchiamoci, passiamo al livello due di conoscenza. Lei mi ha annusato (ancora non so perdonarmi di non avere restituito il gesto) e titubante, dopo un rito molto suggestivo consistito in una ripetizione di decise ritrazioni e tentennanti estrazioni della testolina dal collo, dal corpo, da non so dove (non si sa mai dov'è la testa della tartaruga quando non la vedi), ha appoggiato il suo collo sul mio dito. Liscio, freddo, pulsante. Una gorgiera che non si capisce se trangugia o se solo respira, ma lo fa ritmicamente accarezzandoti il dito.
Be', è una cosa che un po' mi imbarazza dirla, ma lì ho capito soprattutto che lei era viva e un po' anch'io.

(Volevo anche raccontarvi di sabato notte e invitarvi a compilare con me un campionario delle cose più strane che avete toccato, o di quelle che vorreste toccare ma in un modo o nell'altro non ce la fate mai. Però questo post mi sta diventando lunghissimo e va finire che poi voi non mi state attenti come si deve. Quindi questa cosa esce così, con poco capo e niente coda, e mi tengo il seguito per un'altra occasione).



tulipani | 19:42 | commenti (43)


venerdì, ottobre 03, 2003



Me lo risolvete, per piacere?

TheInfiniteJest | 14:33 | commenti (8)



Sei univerbista, autonomorfista o trattinista?

La faccenda del trattino sembra una cazzata ma finisce anche lei per dire al mondo qualcosa di te. Lo usi o non lo usi? Quante volte alla settimana? Ne abusi quando sei triste? Non lo useresti mai pubblicamente? Lo usi solo nelle email/e-mail molto-molto-intime? Ti sei mai vergognato per un trattino che ti è involontariamente sfuggito in un commento che altrimenti sarebbe stato impeccabile?

Precisiamo subito che non intendo trattare il trattino (trotterellando, cazzo) nell'uso naso-di-faccina-che-ride-o-che-piange, e nemmeno come introduttore del discorso diretto che lì sono buoni tutti e non c'è gusto. Nemmeno come delimitatore degli incisi -anche se qui, a voler sottilizzare, si potrebbe parlare della lunghezza del tratto e dell'inciso, nonché dello spazio/non-spazio dopo il primo trattino e prima dell'ultimo, e infine della possibilità o meno di terminare l'inciso a fine frase senza trattino di chiusura.

Prendiamo dunque il toro per le corna e vediamo cosa fare quando sei obbligato a scrivere online (oppure on-line, oppure on line), o magari playoff (oppure play-off, oppure play off). Per i composti indigeni succede meno: mi viene però in mente il famigerato finemese (fine-mese? fine mese?) che qualche volta io devo compilare.

Certo nella maggior parte dei casi Google risolve (anche se bisogna stare attenti se si vogliono isolare le occorrenze col trattino dalle altre), e anche il dizionario, per carità. Quindi figuriamoci se avete bisogno di me. Ma nei casi in cui tutto pare permesso? Ecco che mi sento allora chiamata in causa a sostenervi nella scelta mostrandovene le implicazioni psicologiche.

Bisogna dire che il problema si pone solo con sequenze di parole che, pur mostrando tra loro una irresistibile componente attrattiva, hanno la capacità di stare anche da sole. Bisogna anche dire che il test dell'irresistibile componente attrattiva si fa così: c'è stabilità di significato (come in fine mese, dove fine indicherà sempre una cosa che termina, e nemmeno una volta uno scopo da raggiungere)? è impossibile infilare in mezzo a queste parole qualcos'altro? (fine tanto aspettata mese?).

Superato il test, sentitevi liberi e mettetevi a vostro agio: in genere tutte le possibilità vi sono concesse.

Ma attenzione.

Se siete per l'univerbazione (tuttunaparola), allora dimostrate di non percepire più il carattere analitico del composto. Il tipo filouniverbazione è quindi un tipo all'apparenza sintetico, analitico magari nel profondo ma disinvolto e amichevole negli scambi comunicativi. Non gliene frega niente di moltiplicare le entità (se fosse un programmatore sarebbe per la programmazione a oggetti), usa il rasoio di occam solo per farla in barba a qualcuno. La modernità è la sua dimensione.

Se siete per l'autonomorfismo (tutte le parole staccate, ma non usatelo in giro perché l'ho inventato adesso), allora dimostrate una certa sufficienza verso tutto quello che è collocazione stabile, riconoscete a malincuore che siete incappati in un composto, ma non intendete sottolinearlo. Siete personcine per bene che ostentano buone abitudini linguistiche soprattutto per far credere che hanno fatto il classico e che sono di buona famiglia.

Se siete trattinisti, allora dimostrate una buone dose di flessibilità e di eclettismo. Riconoscete il carattere analitico del composto, ma strizzate anche l'occhio al tipo univerbale perché vi scoccia che vi si prenda per retrò. In bilico tra modernità e tradizione, affidate la soluzione delle vostre incertezze esistenziali a un espediente tipografico. Siete di quelli che la macchina digitale mi piacerebbe ma non me la compro perché per adesso è ancora una tecnologia in evoluzione.

Stateci attenti, sono cose importanti.


tulipani | 10:51 | commenti (52)


giovedì, ottobre 02, 2003



Sono scelte difficili

Finalmente la ragione dell'impasse scrittoria nella quale mi sono cacciata ha preso la forma di un pensiero che adesso (ATTENZIONE SIORE E SIORI: STATE PER ASSISTERE ALL'EVENTO IN TEMPO REALE!) sta per diventare linguisticamente compiuto. Sono di fronte a un bivio difficile, e a furia di tentare un passo di qua e uno di là mi troverò spaccata in due come una ballerina indecisa tra la Scala e il Bolshoi, ma con più tette e senza tutù.

Per l'esattezza mi sto dibattendo tra la pulsione irrazionale di celebrare la caduta del trattino in almeno metà delle occorrenze nelle parole inglesi, come testimonia il lemmario della nuova edizione dell'Oxford Dictionary of English (e finalmente anche gli inglesi scriveranno adesso email come ho sempre scritto io) e la propensione, emotivamente più controllata, a occuparmi della scrittura vissuta come processo di scarnificazione delle sovrastrutture dell'io alla ricerca del massimo comun divisore dell'aritmetica ontologica di ciascuno di noi.

Sono benvenuti tutti i commenti, come al solito. Ma di più quelli che contribuiranno anche a orientarmi nella scelta. Per comodità di coloro che vorranno esprimere un parere in modo sintetico, chiameremo le due opzioni rispettivamente: Morfologia userfriendly (o user-friendly, se siete della vecchia scuola) e Ontologia delle palle.


tulipani | 15:07 | commenti (45)



Bada ai tuoi passi. Avvicinarsi per ascoltare vale più del sacrificio offerto dagli stolti che non comprendono neppure di far male.

(forse non potevo, se non potevo cancella, ma volevo scrivere 'sta cosa e sono in cerca di alloggio, di luogo, di posto)


sobol | 14:18 | commenti (2)


mercoledì, ottobre 01, 2003



OPERATORI ESOTERICI

dal programma della manifestazione Stregonia [ www.stregonia.com ]

Angelica - Visualizzazione dello spirito

Bruno De Ogum - Divinazione Afrobrasiliana delle Conchiglie

Cristina - I King, Numerologia, Cartomante

Diana - Astrologia, Interpretazione dei Sogni

Dario - Vite Attuali e Precedenti

Luciano - Numerologia

Marcelo A. Garcia - Astrologo, Sensitivo, Cartomante, Chiromante

Margherita - Cartomanzia, Telescrittura

Martina - Lettura Cenere Sigaretta, Cartomante

Monica - Lettura dei Fondi del Caffe'

Moryia - Rune, Cristalli

Patrizia Luce - Consulente Aurasoma

Savita - Rune, Radioestesia con il Pendolo

Stefano - Veggente

Stella Maris - Reiki Terapeuta

Vita Vitiana - Pranoterapeuta, Medium, Scrittura Medianica

Ellen's Bar - Filtri e Pozioni

Franco Desideri - Il Forno Magico

Trolls Ninfe Fate

Misterioso Peru'

Mago Marvick - Giochi Magici

Biondo Filippo - Magie in Vetro

Bruno Comito - Amuleti Brasiliani

Stefania - Acconciature e Make Up

Birra Peroni

Trambus SpA, Atac