| Affinamenti successivi |
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Il puzzlone La cappella degli Eremitani non è una cappella e però è una chiesa che ha dentro la cappella degli Ovetari che aveva un dipinto di un certo Andrea Mantegna che parlava di San Giacomo e delle sue storie e che però lo hanno buttato giù insieme a un pezzo di chiesa intera, e questo è successo nel '44 per via degli aerei che buttavano le bombe alleate. In questo crollo San Giacomo e le sue storie si sono tutti insieme frammentati in qualche centinaio di tozzi di intonaco e molti milioni di minuscoli pezzettini e giustamente mescolati e dispersi e magari pestati e qualcuno rubato (non ci sarebbe da stupirsi, che le canaglie e gli avvoltoi ci sono un po' dappertutto). Però molta gente perbene ha raccattato i tozzoni in carriole e carretti, e le bricioline chi in fazzolettini chi in tazzine sbeccate bicchieri scheggiati scatole vuote del caffè - vuote da anni, si pensa. Trascurando la storia dei tozzoni, che è banale, e poi si fa tardi, le ottantamilasettecentotrentacinque bricioline invece sono state adottate piccine da un gruppo di fisici padoani proprio a maggio ma nel 2001, che han detto noi di affreschi capiamo una sega, ma prendiamo un pc e ti risolviamo il problema. Dateci le foto di San Giacomo e le sue cose che ti facciamo un'anastilosi virtuale. Detto fatto, gli han dato le foto degli Alinari del 1920 (che s'aveva solo quelle), "immagini di buona qualità ma in bianco e nero". E loro si sono messi lì a fotografare e numerare frammenti e a cercare di incastrare ste foto (non so se a colori o in bianco e nero) sulla plancia degli Alinari, lavorando a mille al giorno, che il pc in pochi secondi ti becca un particolare di un paio di centimetri su un fotone di molti metri quadrati perché lui sa "raffrontare 7 milioni di posizioni possibili". Ora hanno finito con tutte le ottantamilasettecentotrentacinque bricioline, e s'avrebbe su pc una settantina quasi ottanta metri quadri di affresco pronto (un decimo di quel che c'era una volta) che per il momento non si sa dove piazzarlo salvo fare bella figura ai convegni. "La devirtualizzazione la decideranno eventualmente i tecnici del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali". A me pare una bella storia, perché i grandi numeri qualche volta misurano la qualità delle vicende. tulipani |
19:45 | commenti (9)
Propositi architettonici Vorrei fare un post sulla cappella degli Eremitani. Spero di non cadere in una trappola come mi è successo con Erri De Luca. tulipani |
09:35 | commenti (4)
Promessa solenne Che io possa perdere la password se andrò in giro a commentare a destra e/o a sinistra prima di aver scritto almeno un post mio. tulipani |
08:52 | commenti (14)
Grandi progetti Un undicenne che conosco bene mi ha detto cosa vuol fare da grande: inventare un sistema per guardare un numero grande a piacere e stabilire, così, a occhio, se è o non è un numero primo. A me una cosa così non mi lascia indifferente. tulipani |
22:30 | commenti (10)
L'Italia invecchia, il mondo no Sono anni che ho una cosa da dire. Una cosa che mi sembra semplice, lineare, e soprattutto giusta. Però siccome nessuno la dice mai, mi sono sempre trattenuta con il segreto sospetto che, alla luce di una approfondita analisi socioeconomica, sta cosa si rivelasse per la gran stupidaggine che magari è. Non ho mai avuto la diligenza per fare le analisi approfondite del caso, ma ho deciso di buttarmi comunque. L'ISTAT, nel suo recente rapporto annuale, ci ha raccontato ancora una volta che l'Italia sta invecchiando, che facciamo meno figli. E ogni volta le opinioni illustri ci spiegano come questo sia un male, come sia spiacevole, come sia dannoso. Ma i paesi poveri continuano a crescere demograficamante in modo spropositato, e la Terra sembra che non possa sostenere ancora per lungo tempo il peso della popolazione umana. A questo punto se noi smettiamo di crescere e accogliamo un po' di quelli che crescono di più, magari non risolviamo il problema complessivo delle risorse dell'ambiente, ma comunque non contribuiamo a peggiorarlo. Ora spiegatemi dov'è che sbaglio. tulipani |
17:54 | commenti (28)
Vediamo i creativi Sobol mi ha sfidato a scrivere una storia con dentro disordine/ordine, caos/cosmos, boria, tatuaggio, fotografie. Siccome sono generosa do a (quasi) tutti la possibilità di partecipare al grande concorso. Se non ti senti un bastardo invidioso, un bifolco invidioso, un quarantenne pensoso invidioso, un invidioso invidioso, prova anche tu a metterti alla prova! La suddetta Sobol mi ha personalmente garantito ricchi premi e tourbillons.(Naturalmente partecipo anch'io, ma nella forma di commento, per non partire avvantaggiata) tulipani |
15:46 | commenti (26)
Il piccione Seduta sulla tazza coi pensieri allargati a gonnellone, Marta rilevò nel suo campo visivo il profilo nerissimo di un piccione in controluce sul trave trasversale sotto il tetto del fienile. Ci sono situazioni in cui, indipendentemente dallo stato psicofisico del possessore, i pensieri si attaccano a un niente, e quelle volte un piccione nerissimo è un catalizzatore irresistibile. Marta valutò il profilo, ma soprattutto valutò l'eventuale discostarsi del profilo dall'idea di piccione, l'eventuale ritardo nel riconoscimento dell'uccello. Nulla: tutto perfetto, riconoscimento istantaneo. Marta per un nanosecondo riallargò i suoi pensieri con un movimento lievissimo dei sopraccigli, e i pensieri avrebbero preso chissà quale deriva se il contorno non si fosse mosso, ridisegnando un nuovo profilo che, pur nel mutamento, non indusse alcun tipo di sorpresa visiva. Marta si chiese se l'assenza di sorpresa dipendesse dal fatto che nella sua quasi quarantennale esperienza visiva un uccello le si fosse già presentato esattamente dentro un contorno identico - la schiena di tre quarti, il capo orientato in direzione opposta così che fosse appena visibile la punta del becco - o se la sua idea di piccione contenesse in sé già tutto il repertorio delle posizioni possibili, come un tracciato tridimensionale manipolato da un programma di grafica evoluto che decreta la rinuncia a ogni stupore. Marta rilassò i sopraccigli e allungò la mano a cercare il rotolo di carta igienica in una direzione sconosciuta. tulipani |
12:27 | commenti (12)
Siate generosi O voi blogger prolifici e benestanti, non avreste un post che vi avanza, meglio se di attualità e politicamente impegnato, ma anche intimista e qualunquista, da passarmi sottobanco? So per certo che buttate la metà di quel che scrivete (e l'altra metà la copiate), voi grafomani con il tempo che vi cresce come le unghie al primo quarto di luna. Beh, a me sto blog che langue mi deprime, e quindi esaminerei testi copiati o anche di seconda scelta, per un'operazione di riciclaggio dignitoso. Garantisco anonimato e revisione ortografica. tulipani |
19:38 | commenti (15)
Obbelli, vi presento Erri Il lanciatore di coltelli deve cancellare il bersaglio dai suoi sensi. Non deve guardare, ma ignorare il corpo esposto ai colpi. Dove gli altri vedono una figura in carne e ossa, lui deve badare solamente al bordo. Per lui non è presenza, ma un'assenza da punteggiare con una corona di spine. Anziché uno sforzo di concentrazione, a lui occorre un'intensa distrazione dal centro. Immaginare il vuoto là dove esiste il pieno, scontornare il corpo della tensione. È un esercizio di volontà prossimo alla castità. Per questo serve una bella ragazza: per approfondire l'astinenza. La nostra è una disciplina di rinuncia fornita di alta precisione. Ho letto è ho detto oh però carina l'idea del prevalere dello sfondo sul soggetto, del bordo sul centro. Uno spostamento di punto di vista a cui di solito ci chiamano negli articoli divulgativi sulla visione e sul cervello con i loro disegnini a doppia lettura. Questa volta me lo propongono a parole, e l'effetto è suggestivo. Un po' palloso il secondo capoverso, ma istiga alla pace, e dunque apprezziamo. Siccome di De Luca non so nulla, affronto un'anticipazione da "Il Contrario di uno" (Repubblica delle donne del 3 marzo) piena di belle speranze. Ma qui, per farla un po' corta, trovo frasi come "Mentre è nuda il sole apre bottega sulla Cattedrale, scansando nuvole pezzate", "Uccelli della cima bussano a briciole con gridi stridulini", "Oggi noi siamo cavalieri senza sella di noi stessi", "Quante cose posso dire, anche soffiare sulla gratitudine che sta nelle stanchezze pulite". E quindi do ragione a Settore (commento al post sotto) e mi dico: Meglio allora aprire la curiosità su un balcone a mezzanotte, invadendo disarmati il silenzio di pagine dimenticate. (Se siamo fortunati, in una settimana mi passa e torno a scrivere come prima). tulipani |
10:14 | commenti (23)
Propositi letterari Ho in mente di scrivere qualcosa su Erri De Luca. Documentatevi, che io non ne so nulla. tulipani |
19:52 | commenti (3)
Pippe filosofiche Finalmente qualcuno che mi commenta i post ad alto contenuto filosofico (vedi qui sotto). Ammetto di avere una certa difficoltà a rispondere, e allora cito dalla Torre di Guardia. Ora la pippa si configura di più come proiezione sull'uno della percezione desiderante dell'altro che attraverso l'ipotesi di un sistema isomorfo partecipante o anche no (nella pippa di un adulto consenziente è ammesso un po' tutto) mette in moto agglomerati periferici impegnandoli in una generazione di piacere locale seppur capace di attraversare gli snodi fondamentali dell'Essere. Tutto questo rimanda piuttosto a un Archetipo Spaiato, in cui solo il lato rivolto al Sé sorride, mentre nulla sappiamo del lato bifronte posteriore. Come tu mi insegni, il sesso virtuale è invece piuttosto giocato sulla presenza-assenza dell'Altro, in modo tale che il risultato è una composizione dell'eros eterogenea e bubbonica che prende corpo nello spazio ideale che colma la distanza mentale tra il Sé e l'Altro, e nello stesso tempo esaspera la distanza geografica come in un toponomastico che abbiamo dimenticato di festeggiare. tulipani |
09:46 | commenti (8)
Idee promettenti Se avessi un po' di tempo, cercherei di far fruttare qualche suggestione che mi è derivata dall'ascolto di una trasmissione di oggi su Radio 3. C'era Peppino Ortoleva che sosteneva, tra l'altro, che la domanda "è la mentalità di un epoca che influenza la tecnologia, o è la tecnologia che influenza la mentalità dell'epoca?" è mal posta. Perché, lui dice, "la tecnologia è *parte* della mentalità dell'epoca". Altri spunti interessanti:
tulipani |
23:53 | commenti (1)
Vizi segreti Io non riesco mai a essere impeccabile fino in fondo. Una volta me ne preoccupavo. Adesso (da oggi, a dire la verità) penso invece sia un capriccio. Mi volete perfetta? Allora io mi vesto benino però non rinuncio a un calzino bucato, alla mutanda sdrucita, ai peli ascellari, al reggiseno con la sua bella macchia indelebile a cui sono sinceramente affezionata. Non necessariamente tutto insieme, sotto la superficie tirata a lucido, però con il gusto di avervi giocato ancora una volta. Anche se invece mi dico che forse è il gusto dell'ottimizzazione di tempi e risorse (mica ho tempo di depilarmi, e un calzino bucato ancora serve al suo scopo). O forse anche penso che vorrei essere riconosciuta - almeno da chi è simile a me - per l'irrompere sguaiato del corpo al primo spiraglio tra gli orpelli. Credo che tutto ciò sia un po' parente del vizio irrinuciabile degli uomini di umanizzare l'asse del water con personalissime tracce di pipì. tulipani |
23:25 | commenti (9)
Amiche ortiche Margherita si pulisce le mani sui pantaloni corti. Be', pulire… Diciamo che la polvere viene via ma rimane il verde umido dell'erba. E il marrone della terra. Guarda l'indice destro che sente rotto dentro e passa la mano sinistra sugli occhi lasciando anche sulle guance tracce terrose, sbavate dall'umido di lacrima. Ha fatto la lotta al prato della Valletta, proprio sopra al campetto. Quel prato in discesa, dove si va in slitta quando c'è la neve. Una lotta cominciata per gioco con lui, che era anche più piccolino di lei ma si volevano un bene dell'anima (calcio, freccette, bicicross, ma calcio di più - se io faccio la squadra chi scelgo sei tu). Lei è sotto, e lui la tiene a terra un po' con il suo peso, un po' torcendole l'indice. Cedi? no. La torsione aumenta. Cedi? no. Le piega forte quel dito che lei sente gigante e bollente, e non saprebbe dire se spaventosamente pesante, oppure ormai galleggiante nell'aria come un palloncino perso per sempre. Cedi? Stai fresco. L'importante è non piangere. Il vantaggio del dolore è che ti acumina l'acuminabile - un po' la testa e un po' la pancia. Così lei, disperata e acuta come un giaguaro, coglie quella crepa nell'intenzione di lui, quell'inspirazione un po' più profonda, che - lei lo sente - infila uno spiraglio di tregua tra i due corpi, dove a misurare davvero può passare appena un'intuizione. Allora lei inventa un movimento improvviso e violento nella direzione in cui l'esitazione ha spostato l'equilibrio. La mossa pare riuscire, perché rotolano giù di qualche metro. Ma lui non molla il dito e lei è di nuovo sotto. Ora però non importa più perché per fortuna ci sono le ortiche, e quindi un'occasione nobile per chiedere tregua, piangendo finalmente a dirotto su bollicine rigonfie, tante, rosse, esagerate. Lei sente solo rabbia e un dito rotto dentro. Ma il pubblico - certo un po' deluso per l'interruzione del match - conviene comunque che chiunque frignerebbe con bollicine così. Pure Joe Frazier. tulipani |
16:54 | commenti (4)
Prove di ribellione Dunque mi avrai con i miei tempi. tulipani |
14:56 | commenti (11)
Pessimismo della volontà Caro blog, sto pensando che la nostra storia è partita con il piede sbagliato. Tu hai quella capacità tutta speciale degli innamorati inappuntabili che pretendono senza chiedere. Possibile che sia subito chiaro a tutti che cose come rispettare gli impegni, soddisfare le attese, gratificare i terzi (ma anche gli ultimi) trasformino la mia solida e aspra volizione in tremulo budino alla vaniglia? (che poi la vaniglia io la detesto) tulipani |
14:51 | commenti (1)
Pensieri foto copia Ammetto che l'ultimo vero e importante pensiero originale che mi è venuto in mente risale a un paio di anni fa. Si tratta di una riflessione sulle fotografie e sul fatto che quando ti ci vedi non ti piaci. Questo subito. Ma anche solo tre o quattro anni dopo scopri che saresti disposta a spendere tutti gli eventuali risparmi che hai per tornare quella gran figona che improvvisamente ti pare la tipa della foto. Roba pesante. E siccome non avevo un posto dove scriverla, questa cosa, devo averla detta a qualche intimo amico. Adesso non voglio dire che i miei amici non sono fidati, comunque un po' mi scoccia aver sentito a Hollywood Party un dialogo di Dillo con parole mie, dove lei battibecca con lui sostenendo proprio sto fatto che le foto migliorano con il tempo. tulipani |
13:23 | commenti (10)
Attese Mi sono detta parecchie cose, nella vita. Alcune di una certa importanza, altre solo per intrattenermi. Siccome riciclare non mi pare carino nei miei confronti, adesso che sono qui mi aspetto novità possibilmente non banali. E pazienza se questo mi costringerà a rendere più avventurosa la mia vita, più temerarie le mie serate, più analitiche le mie letture, più sofisticata la mia discoteca. tulipani |
13:22 | commenti (5)
Non sono sprovveduta Certo che poco-prima-durante-subito-dopo l'esordio ti colgono abbondanti o perlomeno insistenti apprensioni sul gesto sul senso sullo scopo. Non ti far fregare e ostenta disinvoltura. Racconta del tuo cane, dell'ufficio, di un film che hai visto. Non è questo il momento di metablogizzare, lo sai. tulipani |
13:21 | commenti (1)
Perplessità superata Ah, mi hanno pure regalato il nome. Non riesco a decidere se è una cosa carina o no. E' comunque una cosa, e io tendo a non turbare gli stati di cose. Attendo altri vincoli per confezionare reticoli antagonisti negli interstizi. Intanto curo i miei stami. tulipani |
21:03 | commenti (2)
La volpe e l'uva Io non volevo. Lo giuro. Ho anche dei testimoni e un sacco di pezza di appoggio. E' solo un giocattolo e io non ci ho il tempo. Sono già in diecimila e non sono il mio tipo. Gente che non ha un cazzo da fare. Si confrontano gli ombelichi e mostrano gli addominali. Ma giocate a calcio, deficienti! Capita allora che sono qui perché mi hanno regalato una password un po' come si regalano due euri e perché non vai a farti un giro a comprarti un gelato, ciccina? Ok, ma non sto via molto e cercherò di tornare sul più bello. |